ARTE E STORIA: COLLIO VAL TROMPIA

Collio, Còi in dialetto bresciano, è un comune montano dell’Alta Val Trompia, in provincia di Brescia.
Ha poco più di 2 mila abitanti.
In inverno il clima è freddo mentre in estate è mite.
Nel mezzo del paese scorre l’affluente del fiume Mella, il Bavorgo.

Si trova a 1000 m s.l.m. e ha cinque frazioni: San Colombano, Memmo, Ivino, Tizio e Serramando.

Il nome Collio deriva probabilmente o dal vocabolo caules, che indica l’ovile, ovvero il ricovero temporaneo di pecore e capre, oppure dal vocabolo collis, che significa colle.
Il centro del comune è rappresentato dalla piazza sulla quale sia affacciano il Palazzo Municipale che risale al 1600.

La chiesa Parrocchiale di Collio dedicata ai SS. Nazario e Celso è del 1700.
Appena poco più in alto, a dominare su Collio, c’è Tizio, paesello con il santuario della Madonna.
Da Tizio poi si procede verso Ivino, immerso in una conca di prati.
Memmo, un’altra frazione di Collio, è uno dei centri abitati più antichi della Val trompia ed ospita quello che a fine Ottocento fu l’osservatorio meteorologico.

Colombano era un monaco missionario irlandese, noto per aver fondato numerose Chiese in Europa, e da qui prese il nome un’altra frazione di Collio: San Colombano.
Costeggiato da un torrente che confluisce nel Mella, si trova in una piccola conca che risale attraverso un susseguirsi di prati.
Qui si è conservato un dialetto diverso rispetto a quello di Collio ed ancor di più diverso rispetto a quello della Valle.
Tra le altre tradizioni gelosamente custodite anche il falò acceso il giorno dei morti, per consentire ai defunti di riscaldarsi in quella giornata.
Da S. Colombano ha inizio la strada che conduce al Passo Maniva.

Il bellissimo paesaggio di Collio Val Trompia consente di poter praticare svariate attività estive ed invernali.

Sin dall’epoca romana Collio era importante per l’attività di estrazione metalli.
Da qui la riqualificazione della “Via del Ferro” della Val Trompia, polo di attrazione turistica grazie alla ristrutturazione di resti di affascinanti edifici che venivano utilizzati dai minatori, tra i quali la Miniera di S. Aloisio a Collio, oggi “Miniera avventura” e museo.